Chiese e monumenti

Architetture religiose

Chiesa di San Cirillo

Della Chiesa di San Cirillo sono ignoti la data di erezione e il nome di chi ne ha disposto la costruzione.

La prima notizia documentata risale al 1310, quando la chiesa viene citata nelle Rationes Decimarum Italicae.

Probabilmente la fondazione dell’edificio avvenne almeno nel sec. XIII e questo si può evincere dalle simbologie incise sul portale romanico, tra le quali spicca l’unica svastica lappone presente in Italia.

Pur essendo presenti diversi elementi tipici del romanico (come il portale laterale, un tempo principale), lo stile prevalente è quello barocco, dovuto ai massicci interventi di ristrutturazione compiuti nel 1770.

 

Chiesa madre di San Nicola di Mira

La chiesa di San Nicola di Mira è la chiesa madre della città di Carpino. Posta nella parte più alta della collina carpinese, è situata nell’antico quartiere denominato La Terr.

Le prime notizie risalgono al 1678, anno di consacrazione in onore di San Nicola di Mira, con la donazione delle reliquie dei santi martiri Dionisio e Lelio.

All’edificio, situato appena fuori il tracciato delle antiche mura, si accede tramite una scalinata a doppia rampa. Lo stile richiama in molti elementi il barocco pugliese.

 

Chiesa di Santa Croce

La prima notizia è quella contenuta in un documento risalente al 1818, in cui viene documentata la presenza di Padre Gabriellantonio da San Giovanni Rotondo fin dal 1717.

Nella Mappa sullo stato della Chiesa parrocchiale del 1818, la chiesa di Santa Croce viene definita come chiesa rurale.

Fu costruita da Paolo Santoro, benestante di Carpino, che però non ultimò l’annessa casa per l’eremita, la cui costruzione si arrestò alle mura perimetrali.

Nella Chiesa di Santa Croce, fino al 1943, si celebrava la messa ogni venerdì ed il 3 maggio si festeggiava il giorno della Santa Croce. Nel dicembre del 1943, un fulmine demolì il tetto e danneggiò l’intero fabbricato.

Nel 1944 si costituì un comitato per promuoverne la riparazione, ma le incomprensioni con l’arciprete del tempo impedirono che gli interventi necessari venissero realizzati. Si decise, quindi, di trasferire il Crocifisso nella Chiesa Madre e di abbandonare, per il momento, la chiesa. Negli anni ottanta-novanta venne ristrutturata e da allora viene utilizzata, occasionalmente, per cresime, comunioni e matrimoni.

 

Chiesa di Sant’Anna

La chiesa rurale di Sant’Anna venne costruita per consentire agli abitanti delle campagne di assistere alla messa mattutina.

La prima notizia risale a un documento del 1736, dove viene annoverata tra le chiese rurali e risulta affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento.

In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Su tale facciata sono presenti diversi elementi di simbologia sacra, tipici della simbologia sacra del Gargano.

Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant’Anna, sottratto purtroppo nel 1969.

Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare allo stato di rudere.

 

Ex Chiesa di Santa Maria de’ Martiri (forse anche dei Martinelli)

Citata già in un documento del 1130, risulta ancora utilizzata nel 1680, mentre risulta diroccata in documento del 1728.

L’edificio è, quindi, uno dei più antichi della zona, ma ad oggi è irriconoscibile in quanto inglobato in un garage. Tuttavia le forme originali (e probabilmente anche la volta) sono rimasti quelli originali, fatta eccezione per un camino costruito successivamente, l’ingresso e la facciata totalmente modificati.

Che la base della struttura sia quella originaria, è ancora dubbio.

La funzione della chiesa era la stessa di quella di Sant’Anna: permettere agli abitanti delle campagne di partecipare alla messa mattutina senza tornare in paese.

 

Chiese antiche scomparse

Dalla documentazione delle visite pastorali si evince che in passato esistevano anche le seguenti chiese:

  • Chiesa del Purgatorio;
  • Chiesa di Sant’Antonio Abate;
  • Chiesa di San Giorgio (oggi diroccata);
  • Chiesa di Santa Maria Coronata dagli Angeli (coincidente forse con quella di Santa Maria delle Grazie);
  • Chiesa di San Bernardino;
  • Chiesa di Santa Lucia;
  • Chiesa di San Vito;
  • Chiesa di San Pietro;
  • Chiesa di Sant’Elia;
  • Chiesa di San Bartolomeo;
  • Chiesa di San Salvatore.

Inoltre esistono ancora oggi toponimi quali Sant’Elmo e Santa Barbara in alcune contrade che circondano il paese ma la presenza in passato di chiese intitolate a tali santi non è supportata da documentazione.

 

Architetture Civili

Palazzo Baronale

La datazione all’origine dell’edificio è incerta, anche a causa dell’impossibilità di avere riferimenti cronologici basati sulla documentazione presente negli archivi comunali. Da un’analisi architettonica delle decorazioni e dei fregi è possibili, invece, collocare la costruzione di un edificio ex novo o la radicale ricostruzione di un edificio in epoca post-classica, nel periodo in cui la famiglia Varga-Cussagallo possedeva il feudo di Carpino (1700 – 1748).

Con l’avvento del fascismo, il palazzo fu sede della Casa del Fascio. Successivamente fu sede dell’Opera nazionale maternità e infanzia, centro per i reduci di guerra e infine centrale SIP.

La sua ultima destinazione aveva, a causa del massiccio utilizzo di cavi, portato la struttura ad una condizione di profondo degrado.

Il palazzo è stato recentemente restaurato ed ospita il Centro Culturale “Andrea Sacco”.

Architetture Militari

Il castello normanno di Carpino

Il Castello di Carpino appare come una solida e imponente costruzione posta nella parte più alta del paese.

La sua torre, parte più visibile dell’originario impianto, è formata da una base piramidale quadrangolare, sovrastata da una costruzione cilindrica.

Tra la torre ed il resto del castello si nota una differenza di epoca di costruzione. La torre, infatti, è anteriore rispetto al resto del Castello e venne edificata in epoca romana.

Successivamente il Castello venne ampliato ad opera degli Svevi.