Storia

Carpino si trova nella parte settentrionale e non costiera del promontorio del Gargano e il suo territorio si estende tra la Foresta Umbra, a sud e il lago di Varano a nord.
Confina con Cagnano Varano, Ischitella, Monte Sant’Angelo e Vico del Gargano e dista dal capoluogo circa 80 km.

Classificato come collina litoranea, il territorio presenta una escursione altimetrica di 843 m, mentre l’abitato si trova ad una altitudine di 143 m s.l.m. su una collina brulla detta di pastromele.
Il territorio è prevalentemente collinare e la vegetazione prevalente è quella tipica delle colture dell’area e dei pascoli.

L’area a ridosso della laguna e le aree collinari che circondano il centro urbano, sono caratterizzate dalla prevalenza di uliveti.

Si estende a nord-est della provincia, sul promontorio del Gargano, sulle sponde del lago di Varano, nelle vicinanze della Foresta Umbra, tra il mare Adriatico, Rodi Garganico, Vico del Gargano e Carpino.
Il paesaggio della costa alta è caratterizzato da una sequenza di valli incise che giungono fino alla costa e si concludono in mare in una successione di stretti arenili o piane alluvionali più ampie intervallate da piccoli o grandi promontori rocciosi coperti da lembi di pineta.
Il territorio agricolo presenta delle trame fitte date da agrumeti terrazzati, orti, vigneti, oliveti anche molto estesi, che si contrappongono alla macchia mediterranea e alle pinete arroccate sulle dorsali.

Le origini di questo paese risalgono all’anno mille quando gli ultimi abitanti dell’antica Uria, importante città che in passato sorgeva sulle rive dell’attuale laguna, si rifugiarono tra i boschi di carpino a pochi chilometri dal Lago di Varano, in cerca di luoghi meno insalubri. Il primo documento in cui si menziona Carpino è la bolla del 1 gennaio 1158, con la quale il Papa Adriano IV, il solo pontefice di nazionalità inglese, confermava alla badia di Monte Sacro i privilegi sulle chiese di San Pietro e di Santa Maria presso il “Castellum Caprelis”, già concessi dai suoi predecessori Onorio II, Innocenzo II ed Eugenio III.

Per quanto riguarda il nome, sembra correlato alla presenza di caprioli nei dintorni o ai carpini, alberi dal fusto alto diffusi in questa parte del territorio. Con il passare dei secoli mutò prima in Crapino e poi successivamente in Caprino, fino all’attuale Carpino, così come riportato in un documento locale del 1628.

Il paese fu meta di diversi popoli dai nomi altisonanti come i Normanni, gli Angioini e gli Aragonesi. Ed è proprio ai Normanni che si deve la costruzione del Castello, che con la sua imponente mole domina tutto il centro storico. Essi, infatti, tra il 1150 ed il 1160 estesero la loro dominazione su tutto il versante settentrionale del Gargano, per questo eressero dapprima il torrione come segno di possesso del territorio, a cui seguì la costruzione del castello e del sistema murario a protezione del borgo. Successivamente con gli Svevi, fu restaurato ed ampliato, accentuando la sua funzione difensiva.

Dopo gli Svevi e gli avvenimenti svevo-angioini, a detenere il feudo di Carpino per oltre un secolo e mezzo furono i Della Marra, i quali regnando i D’Aragona furono spodestati per la disobbedienza del loro erede Giovanpaolo.